Inizio Eta’ Moderna

Nel 1710, Carlo III d’Austria, in considerazione della ricchezza degli edifici, dei templi, dei monasteri, delle nobili famiglie e della gloriosa antichità del luogo, conferì a Vasto il titolo di Città. Durante la lunga signoria dei d’Avalos, la città ospitò Vittoria Colonna, soave poetessa amica di Michelangelo; Maria d’Austria, regina d’Ungheria ed il re Ferdinando II di Borbone.

Nel clima arroventato della rivoluzione francese anche a Vasto si verificarono dolorosi episodi di sangue. Il 2 febbraio 1799 scoppiò una rivolta popolare che soffocò nel sangue il primo anelito di libertà che le idee rivoluzionarie avevano portato anche nella nostra terra.

L’ultimo feudatario di Vasto fu il Marchese Tommaso d’Avalos, dichiarato decaduto il 12 agosto 1806, quando, salito al trono di Napoli, Giuseppe Napoleone abolì la feudalità con tutte le sue odiose attri-buzioni.

Agli albori del nostro Risorgimento, Vasto prese parte attiva al movimento carbonaro e di unità nazionale. Infatti, il 7 marzo 1821, presso Rieti, con le truppe del generale Guglielmo Pepe, troviamo un battaglione di volontari vastesi, comandati dal barone Luigi Cardone, che combatté valorosamente, anche se con avversa fortuna, contro i tedeschi, chia-mati dai Borboni per soffocare la Repubblica Partenopea.

Renata D’Ardes

Nicola Palizzi Veduta di Vasto 1853 (proprietà Stefano D'Adamo)

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In alto: Barone Luigi Cardone (1789-1855)